orientale di grande interesse.
1) RISAIA “LA FAGIANA” – ERACLEA
Già parlare di riso nelle nostre zone è un qualcosa che ci sorprende. Comunque una volta il riso era una coltura tipica di tutta la fascia costiera veneta fino ad Aquileia, ma era stata abbandonata per il mais che produceva di più e costava meno fatica.
Certamente molti ricordano il film “Riso amaro” con il treno che trasportava le mondine alla risaia, la stazione affollata di donne con la cassetta sulla spalla quando la primavera stava diventando estate. Il duro lavoro, le gambe in acqua, curve a liberare le piantine del riso dalle erbacce. La paga bassa, le zanzare, i cappelloni di paglia, la fatica e le camerate dove si dormiva ammassate. Hanno segnato un’epoca e la fantasia di generazioni.
Di tutto questo non è rimasto niente, nemmeno le canzoni.
Quel mondo è sparito, il vecchio modo di lavorare non esiste più. Allora il riso veniva trapiantato in acqua, lo stesso era per la monda: in acqua col falcetto e la schiena sempre piegata. Ora ci si affida alla tecnologia con macchine a guida satellitare che danno rotta e precisione sia per la semina che per la raccolta. La Fagiana è un’azienda agricola che ha appena festeggiato i 100 anni.
Ha un’estensione di 465 ettari ed è situata a Torre di Fine in comune di Eraclea e produce ogni anno 10/mila quintali di riso. Una trentina di anni fa si seminava con un trattore e un girello a spaglio ma ora la tecnologia ha abbandonato questo sistema poichè il riso bagnato viene messo in uno spandiconcime e adagiato sul terreno dove resta protetto (soprattutto per evitare la beccatura degli uccelli) fino a quando non mette fuori la radice. L’acqua deve essere sempre al giusto livello. Comunque in un’area per il momento limitata si stà sperimentando il sistema irriguo goccia a goccia. I punti di forza della risaia sono il riso Carnaroli ed il Vialone nano, tutti risi che mantengono la cottura poichè non vengono pilati eccessivamente e così non perdono le proprietà organolettiche. I risi non sono bianchi perchè non viene fatta la brillatura che è l’ultima fase della lavorazione industriale in cui si usano oli o talchi per uniformare il colore.
2) CAORLE
è una cittadina veneta situata tra i fiumi Livenza e Lemene ed è annoverata tra i borghi storici
marinari ed insignita dei riconoscimenti di Bandiera Blu e Spighe Verdi.
Si affaccia per 18 chilometri sul litorale adriatico con una spiaggia molto frequentata turisticamente. Il nome Caorle deriva dalla denominazione Sylva Caprulana. Tal nome venne associato ai boschi presenti nell’antica isola di Caorle, come ne sorgevano di numerosi in tutta la Venezia marittima e dalla presenza di capre selvatiche che vi pascolavano (il termine latino Caprulae venne poi volgarizzato in Cavorle e quindi Caorle).
Tuttavia le prime fonti storiche riguardo all’abitato di Caorle risalgono al 238 a.C., come sbocco sul mare della vicina città di Julia Concordia in quello all’epoca chiamato portus Romatinum dal nome antico dato al fiume Lemene. La città crebbe e diventò importante in seguito alle invasioni barbariche, in special modo ad opera dei Goti, dei Tartari e degli Unni. Ciò spinse le popolazioni che abitavano gli insediamenti romani di Concordia, Opitergium (oggi Oderzo), parte del Friuli e del trevigiano a rifugiarsi verso la costa.
Fu in quel momento che la regione compresa tra le due foci fu chiamata Caorle. Nel periodo del suo apice, era contornata da un fossato e da una doppia cinta, arricchita da diversi torrioni. La città era costituita da numerosi porti e diverse borgate.
Da questo momento la sua storia è da riferirsi alla dominazione e poi caduta della Serenissima, le dominazioni francese con Napoleone ed infine austriaca.
Il turismo a Caorle iniziò alla fine degli anni cinquanta passando dall’essere prima prevalentemente basata sulla pesca e sull’agricoltura.
I suoi itinerari paesaggistici sono rappresentati dal centro storico con le sue viuzze che riprendono le calli ed i campielli di Venezia, la sua scogliera scolpita sul lungomare, la laguna ed i casoni e la darsena dell’orologio.
PARTENZA giovedì 12 giugno 2025
QUOTA DI PARTECIPAZIONE: soci e coniugi €100 simpatizzanti €120
LUOGHI DI PARTENZA
Da Udine (parcheggio Teatro Giovanni da Udine) ore 8.00
Da Portogruaro (rotonda Eurospar) ore 9.00
Il versamento deve essere effettuato entro il 3 giugno 2025 a favore della nostra
Associazione per effettuare le varie prenotazioni.
Poichè gli ingressi ad Aquileia sono contingentati ad un massimo di 25 persone, farà fede per
l’adesione la data del versamento.
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